A 1.710 miliardi di dollari
il valore dei viaggi d'affari nel mondo
Il recente Business Travel Index (BTI) 2026 della Global Business Travel Association fotografa un mercato globale che continua a crescere, ma in un contesto più complesso. La spesa mondiale per i viaggi d’affari è prevista raggiungere 1.710 miliardi di dollari nel 2026 (1,71 trilioni), con una crescita del 7,2%. Entro il 2030 dovrebbe superare la soglia dei 2.000 miliardi di dollari, arrivando a 2.061 miliardi.
La novità metodologica dell’edizione 2026 è l’introduzione, accanto alla spesa, della stima del numero di trasferte business. Il BTI analizza 72 Paesi e 44 settori e, per la prima volta, misura il volume globale dei viaggi d’affari come indicatore complementare alla spesa.
Più valore della spesa, meno crescita dei volumi
Nel 2025 il business travel globale ha raggiunto 1.592 miliardi di dollari, crescendo dell’8,4% rispetto all’anno precedente. Nel 2026 la spesa è attesa a 1.707 miliardi di dollari nel dato puntuale riportato dal BTI, con una crescita del 7,2%.
Il numero delle trasferte racconta però una dinamica diversa. Nel 2025 sono stati effettuati 1,82 miliardi di viaggi d’affari a livello globale, mentre per il 2026 il rapporto prevede una crescita dei volumi dell’1,3%, portandoli a circa 1,84 miliardi di trasferte. Anche la spesa media offre una misura concreta del fenomeno: nel 2025 ha raggiunto 875 dollari per ciascuna missione. In Europa il valore medio è stato di 712 dollari, il più basso tra le macro-regioni considerate dal rapporto.
Il divario tra crescita della spesa e crescita dei volumi è uno degli elementi più interessanti del nuovo BTI Outlook 2026 La stessa GBTA sottolinea che, nel 2026, una parte significativa dell’incremento della spesa deriva dall’aumento dei prezzi di trasporti e servizi, più che da un’espansione equivalente del numero di viaggi.
I mercati che guidano il business travel
Gli Stati Uniti si confermano il primo mercato mondiale per valore della spesa business travel, con 423 miliardi di dollari, seguiti dalla Cina con 403,7 miliardi. Germania, Giappone, Regno Unito, Corea del Sud, Francia e Italia completano, insieme ad altri mercati, la top 15. Complessivamente, i primi 15 Paesi rappresentano circa l’84% della spesa globale.
Tra i principali mercati, il ritmo di crescita previsto per il 2026 è particolarmente elevato in Brasile (+13,8%), Australia (+11,5%), Corea del Sud (+11,3%), Turchia (+10,9%) e Giappone (+10%). L’Italia registra una crescita prevista del 7%.
Settori: la crescita non ha lo stesso peso
L’Outlook evidenzia differenze significative anche tra i comparti economici. Le attività con i tassi di crescita più elevati della spesa business travel fino al 2030 comprendono Mining and Quarrying, Human Health e Social Work ed Education.
Il dato da considerare, tuttavia, è il loro peso sul mercato complessivo: questi tre settori rappresentano complessivamente solo una quota limitata della spesa globale. Per questo, una crescita percentuale elevata non significa necessariamente un impatto altrettanto rilevante sul mercato nel suo insieme. Al contrario, comparti caratterizzati da tassi di crescita più contenuti, come Utilities e Manufacturing, hanno un peso molto maggiore sulla spesa business travel complessiva. È un’indicazione importante anche per chi osserva il mercato dal punto di vista dei fornitori: per comprendere dove si concentra la domanda non basta guardare ai tassi di crescita, ma occorre considerare anche la dimensione assoluta dei singoli mercati.
Geopolitica, energia e AI ridisegnano il quadro
Il 2026 presenta condizioni meno favorevoli rispetto alle aspettative formulate nel precedente Rapporto. Quattro fattori macroeconomici stanno influenzando il mercato: crescita economica, investimenti delle imprese, maggiore incertezza geopolitica e aumento dei costi di trasporto. Il Medio Oriente è la regione maggiormente interessata dall’impatto del conflitto: il volume dei viaggi d’affari è previsto in calo di quasi il 12% nel 2026. Asia ed Europa risentono invece delle conseguenze sulle rotte aeree e sui mercati energetici. Sul fronte opposto, le Americhe beneficiano di condizioni economiche più favorevoli. Negli Stati Uniti, in particolare, gli investimenti tecnologici legati all’intelligenza artificiale contribuiscono alle prospettive del business travel. Il rapporto segnala inoltre come gli investimenti in infrastrutture digitali, data center e tecnologie stiano alimentando trasferte legate a progetti, relazioni con i clienti e collaborazione internazionale, soprattutto in Nord America e Asia-Pacifico.
La trasferta resta una componente del business
Il quadro che emerge è quindi quello di un settore che continua a espandersi, ma con modalità diverse rispetto alla semplice lettura del valore complessivo della spesa. Le aziende continuano a investire in relazioni con i clienti, sviluppo tecnologico, supply chain e iniziative di crescita che richiedono momenti di collaborazione in presenza. È questa domanda, secondo GBTA, a sostenere il mercato anche in una fase caratterizzata da maggiori costi e rischi operativi.
Per chi gestisce programmi di business travel, il dato più interessante è forse proprio questo: spesa e volumi non stanno crescendo allo stesso ritmo. La previsione di 1,71 trilioni di dollari nel 2026 va quindi letta insieme agli 1,84 miliardi di trasferte attese. Il mercato cresce, ma il valore economico di ogni viaggio assume un peso crescente. Ed è una distinzione rilevante per le aziende e per le TMC: misurare il business travel non significa più soltanto quantificare quanto si spende, ma comprendere dove, perché e con quale valore per l’organizzazione si viaggia.
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[Notizia pubblicata il 25 settembre 2026 – Paola Baldacci]


