Governare il processo nel suo complesso
è il segreto di una strategia di successo comune
Il procurement è una funzione che ha acquisito un peso crescente e che oggi si trova spesso al centro di aspettative diverse tra loro.
Da una parte, deve garantire metodo, trasparenza, correttezza del processo, comparabilità delle offerte e controllo economico. Dall’altra, deve saper leggere categorie di spesa sempre più sofisticate, nelle quali il valore non si esaurisce nel prezzo di acquisto.
Nel Travel questa distinzione è fondamentale.
Una TMC non vende semplici “biglietti”, ma servizi articolati e una capacità di gestione che incide direttamente sulla spesa complessiva di viaggio.
La fee della TMC, rapportata al valore del traffico gestito e al costo complessivo del business travel, rappresenta una componente limitata della spesa. La vera partita economica si gioca altrove: nella capacità di governare la spesa, ridurre il leakage, migliorare i processi autorizzativi, ottimizzare le travel policy, intercettare anomalie, prevenire inefficienze e fornire all’azienda dati su cui prendere decisioni.
In altre parole, nel business travel il saving non nasce soltanto dalla negoziazione di una fee: nasce dalla consulenza e dalla capacità di governare il processo di viaggio nel suo complesso.
È questo uno dei temi al centro dell’intervista rilasciata da Loretta Bartolucci a The Procurement, che mette a fuoco anche un punto metodologico importante: il procurement dovrebbe essere coinvolto prima di costruire la richiesta e, allo stesso tempo, dovrebbe confrontarsi con il mercato prima di definire tutti i parametri di una gara per il travel management.
Un confronto che può contribuire a costruire una relazione più efficace tra procurement, travel management e obiettivi dell’azienda.
👉 Vi invitiamo a leggere l’intervista su The Procurement
[Notizia pubblicata il 22 settembre 2026 – Paola Baldacci]


