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MICE, l’Italia conquista il primato europeo

Quando un’azienda sceglie una destinazione per il proprio evento, non sta solo individuando una location funzionale, ma sta investendo in un ecosistema capace di generare relazioni, conoscenza e valore. Un congresso, oggi, non è più soltanto un appuntamento professionale: è un’esperienza che intreccia contenuti, networking, identità territoriale e qualità dell’accoglienza. Ed è proprio su questa capacità di trasformare il sapere in sviluppo economico che l’Italia sta costruendo il proprio primato internazionale nel settore MICE. Con la sua facoltà di unire organizzazione, qualità dell’accoglienza, cultura e identità dei territori è destinata a aumentare sempre di più la sua capacità di accogliere questo tipo di eventi.

A certificarlo è l’ultimo rapporto ICCA GlobeWatch 2025, secondo cui l’Italia, grazie a 616 grandi eventi internazionali ospitati nell’ultimo anno, si colloca al primo posto nel ranking europeo del turismo congressuale e al secondo a livello mondiale, superata solo dagli Stati Uniti.

Il modello italiano dei grandi eventi

Questo dato conferma il ruolo crescente dell’Italia come hub globale della conoscenza e dell’innovazione. Il nostro Paese è oggi tra le principali destinazioni mondiali per i meeting legati al sapere, occupando il secondo posto globale nelle scienze, il terzo nella tecnologia e il quarto nelle scienze mediche.

Alla base di questo successo c’è la capacità di “fare sistema” sviluppata attraverso Convention Bureau Italia, che negli ultimi anni ha contribuito a evolvere il modello nazionale: dalla semplice promozione delle destinazioni a una strategia avanzata di attrazione dei talenti e dei grandi eventi internazionali.

In questo scenario, si inserisce il programma “Italian Knowledge Leaders” che è stato indicato da ICCA come modello di riferimento globale. Il progetto coinvolge esponenti della comunità scientifica e accademica italiana con l’obiettivo di candidare il Paese all’organizzazione dei principali congressi.

Il valore economico del settore MICE

e le prospettive future

Il turismo congressuale vale oggi quasi 15 miliardi di euro di impatto economico diretto ed è uno dei comparti che contribuiscono maggiormente alla crescita, alla destagionalizzazione dei flussi turistici e alla valorizzazione dei territori. Non si tratta soltanto delle grandi città, ma anche di destinazioni secondarie capaci di intercettare eventi di alto profilo grazie a infrastrutture adeguate, hospitality qualificata e identità territoriali forti.

Secondo le stime, il mercato MICE italiano continuerà a crescere del 23% nei prossimi cinque anni, forte di un modello che integra eccellenza scientifica, industria degli eventi e capacità organizzativa. Questi risultati nascono da una governance condivisa tra istituzioni, operatori e mondo accademico.

[Copyright Photo: Canva – Notizia pubblicata il 22 maggio 2026 – Marta Ferraro]