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Il mercato dei viaggi d'affari a 21,5 miliardi
e 30,6 milioni di viaggi

La spesa per i viaggi d’affari in Italia nel 2025 raggiunge 21,5 miliardi di euro, segnando una flessione del 3% su base annua. Il dato interrompe la fase di crescita degli ultimi anni e riflette un raffreddamento dei prezzi che non è più in grado di sostenere l’andamento dei volumi. La spinta del rimbalzo post-pandemico appare esaurita: le tariffe si stabilizzano, senza però innescare una ripresa significativa della domanda.

La contrazione si estende anche ai livelli di attività. Le trasferte complessive scendono a 30,6 milioni (-2%). Sul fronte domestico, i viaggi di lavoro si attestano a 22,7 milioni (-1%), con una perdita stimata di 5 milioni di pernottamenti, elemento che segnala spostamenti più brevi o una riduzione delle missioni ripetute. Più accentuata la dinamica negativa dell’internazionale: 6,3 milioni di trasferte in Europa (-4%) e 1,5 milioni extra UE (-2%), secondo i dati dell’Osservatorio Business Travel presentati a Milano in occasione del Travel Innovation Day 2026.

Sul versante dei cambi, il deprezzamento del dollaro del 4% comporta un risparmio complessivo stimato in 150 milioni di euro, riducendo il costo delle trasferte verso mercati a prevalenza dollaro. Si tratta tuttavia di un effetto congiunturale, legato a fattori macroeconomici suscettibili di rapida inversione.

Nel complesso, i segnali indicano un rallentamento che va oltre la ciclicità. La diminuzione dei pernottamenti, più marcata rispetto a quella dei viaggi, suggerisce un’evoluzione strutturale del business travel: trasferte più selettive, durata ridotta e maggiore focalizzazione sugli obiettivi.

Business travel in Italia 2025,

CTI in controtendenza

Nel mercato italiano, dunque, le aziende adottano modelli di viaggio più selettivi e orientati all’efficienza: questa l’analisi del chief commercial & operations officer, Giorgio Garcea, durante il Travel Innovation Day.

Se da un lato aumentano le trasferte di top manager e responsabili tecnici, dall’altro il middle management pianifica gli spostamenti con maggiore attenzione ai costi. In questo contesto CTI consolida un percorso di crescita che l’ha portata da un travel value lordo di 300 milioni di euro nel 2015 a 640 milioni nel 2025, con operatività già estesa a 9 Paesi.

Il trend resta positivo: +6,8% di volumi, +7,9% di transazioni, +27% di clienti e un tasso di fidelizzazione del 98%, sostenuti da un portafoglio diversificato in cui prevalgono utilities (29%), trasporti e logistica (25%) e servizi (16%).

Per il 2026 CTI punta a rafforzare ulteriormente la presenza internazionale e a sviluppare servizi Premium e VIP Concierge, rispondendo a una domanda sempre più orientata a soluzioni tailor made, con l’obiettivo di incrementare il travel value del 6%.

[Notizia pubblicata in data 30 gennaio 2026 – Paola Baldacci]