Verso regole più chiare:
il Consiglio UE fissa la sua posizione
Dopo dodici anni di stallo, i ministri dei Trasporti dell’Unione europea trovano l’intesa politica su una revisione di ampio respiro dei diritti dei passeggeri aerei. Un passo avanti rilevante, non privo di interrogativi.
Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato una posizione comune sulla revisione del regolamento relativo ai diritti dei passeggeri aerei e alla responsabilità delle compagnie. L’accordo politico, raggiunto dai ministri dei Trasporti dei Ventisette, mira a semplificare e chiarire le norme esistenti, introducendo nel contempo nuovi diritti che tutelino meglio i viaggiatori, senza compromettere la competitività del settore aereo nel mercato interno. Un testo atteso da tempo: “È una pietra miliare, attesa da oltre dodici anni”, ha dichiarato Dariusz Klimczak, ministro delle Infrastrutture della Polonia, Paese che ha guidato i lavori. “Risponde a una richiesta urgente tanto dei passeggeri quanto delle compagnie: norme aggiornate, semplici e applicabili”.
Diritti Passeggeri Aerei UE: cosa prevede il Regolamento all’esame
Il pacchetto negoziato dal Consiglio rafforza i diritti esistenti e introduce oltre 30 nuove tutele, valide dal momento dell’acquisto del biglietto fino all’arrivo a destinazione – e in alcuni casi anche oltre. Ecco i principali elementi rafforzati rispetto al precedente testo:
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Diritto alla riprotezione
In caso di cancellazione o forte ritardo, le compagnie dovranno offrire ai passeggeri una riprotezione nel minor tempo possibile. Se entro tre ore dall’interruzione del viaggio non viene proposta un’alternativa adeguata, il passeggero potrà organizzarsi autonomamente (anche con vettori concorrenti o mezzi alternativi) e chiedere il rimborso fino al 400% del costo originale del biglietto.
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Assistenza al passeggero
Il diritto a ricevere pasti, bevande o alloggio in caso di disagi viene chiaramente specificato. Se l’assistenza non è fornita dalla compagnia, il passeggero potrà provvedere da sé e chiedere il rimborso. In caso di ritardo prolungato con l’aereo già in pista (tarmac delay), i passeggeri dovranno ricevere assistenza minima e avere la possibilità di sbarcare dopo tre ore.
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Diritto al risarcimento
Il Consiglio introduce soglie più aggiornate per il risarcimento economico in caso di ritardi:
- Voli intra-UE o inferiori a 3.500 km: compensazione per ritardi di oltre 4 ore (€300)
- Voli superiori a 3.500 km: compensazione per ritardi superiori a 6 ore (€500)
Le compagnie non potranno più invocare circostanze eccezionali (come maltempo o scioperi) per evitare i risarcimenti, a meno che non dimostrino di aver adottato tutte le misure ragionevoli per evitare il disservizio. Nel caso di cancellazioni comunicate meno di 14 giorni prima della partenza, dovranno fornire moduli precompilati per facilitare la richiesta di rimborso. Un altro punto importante riguarda la cosiddetta clausola “no-show”: il Consiglio propone di scoraggiare la pratica secondo cui le compagnie negano l’imbarco sul volo di ritorno se il passeggero ha saltato quello di andata. In questi casi, sarà previsto un indennizzo.
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Passeggeri Aerei, diritto all’informazione
I vettori saranno obbligati a informare in modo più trasparente i passeggeri sui propri diritti, sia al momento della prenotazione sia nella gestione dei reclami. Il testo introduce inoltre scadenze certe per le risposte: sei mesi per presentare un reclamo cui deve arrivare un riscontro motivato entro 14 giorni o procedere al pagamento della compensazione.
Dal Consiglio UE, la palla passa al Parlamento europeo ed entro luglio si capirà se l’ambizione del testo verrà mantenuta o ammorbidita nel compromesso interistituzionale.
Notizia pubblicata in data 30 giugno 2025 – Paola Baldacci


