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CTI sceglie Ambimed come partner
per il Travel Risk Management

In uno scenario segnato da instabilità geopolitica e incremento delle destinazioni critiche, il Travel Risk Management assume un ruolo strategico nella protezione del capitale umano e nella continuità operativa delle aziende.
Come sottolinea Alessandro Perone di Ambimed, gli investimenti in prevenzione e sicurezza durante le trasferte rientrano oggi nella sfera ESG, perché tutelare la salute dei lavoratori in mobilità significa agire in coerenza con i principi di sostenibilità sociale e responsabilità d’impresa.

La nuova partnership tra CTI – Cisalpina Tours International e Ambimed unisce competenze complementari:

  • la gestione integrata dei viaggi d’affari di CTI;
  • l’esperienza di Ambimed nella medicina del lavoro e nella sicurezza sanitaria internazionale.

L’obiettivo è offrire ai travel manager e alle aziende un approccio più solido al duty of care, ridefinito dalle linee guida 2025 della SIML.

Vaccinazioni, idoneità sanitaria preventiva, monitoraggio dei rischi Paese, assistenza in emergenza e reportistica diventano parte di una filiera coordinata, tracciabile e conforme, che integra compliance medica e travel management: due ambiti finora paralleli ma oggi sempre più interdipendenti.

Scopri di più sulla pagina dedicata e scarica il White Paper:

Ambimed – Cisalpina Tours International

Società Italiana Medicina del Lavoro: cosa stabilisce

Le linee guida della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML) — in particolare il “Documento di Orientamento Professionale per il Medico Competente: aspetti pratico-gestionali del lavoratore all’estero” (pubblicato nel 2025) — forniscono un riferimento tecnico per la gestione della salute e della sicurezza di chi effettua trasferte o missioni internazionali.

Il documento stabilisce che il medico competente deve considerare nella valutazione preventiva anche fattori di rischio specifici della destinazione estera — condizioni sanitarie e infrastrutturali locali, stabilità politica, rischi ambientali — non comuni in ambito nazionale.

Inoltre, prevede che la sorveglianza sanitaria si articoli in tre fasi: pre-partenza (anamnesi, idoneità, vaccinazioni, formazione), durante la missione (monitoraggio, accesso a strutture sanitarie, piano di assistenza) e al rientro (controlli, percorso di follow-up).

Infine, sottolinea l’importanza di documentazione e tracciabilità delle misure adottate — ciò costituisce una dimostrazione di diligenza (duty of care) nello svolgimento dell’obbligo del datore di lavoro e del medico competente.

[Notizia pubblicata in data 3 novembre 2025 – Paola Baldacci]